Cos'è l'Osteopatia?
L’osteopatia è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come professione sanitaria facente parte della Medicina Complementare. Essa si basa sul concetto di unità in cui l’essere umano è inteso come unità di spirito, mente e corpo.
Si tratta di un “approccio centrato sulla persona” piuttosto che “centrato sulla malattia”, con lo scopo di identificare e trattare la causa del sintomo e non soffermarsi solo sul sintomo stesso (spesso, infatti, la causa del dolore trova la sua locazione lontano dalla zona dolorosa).
L’approccio osteopatico si basa dunque sul modello biopsicosociale e sulla correlazione tra struttura e funzione.
Cosa tratta l’Osteopata?
L’Osteopata tratta persone di tutte le età, dal neonato all’anziano. I campi di applicazione del trattamento osteopatico sono molteplici: ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, cardiologia, pneumologia, gastroenterologia, ginecologia, neonatologia, pediatria, neurologia, geriatria e molto altro.
Il trattamento si avvale di tecniche di inibizione muscolare, tecniche articolatorie, tecniche high-velocity low-amplitude (HVLA), tecniche a energia muscolare (TEM), tecniche fasciali, cranio-sacrali e viscerali.
Tra i disturbi più frequentemente trattati troviamo:
- Cervicalgie
- Lombalgie
- Sciatalgie
- Brachialgie
- Discopatie e artrosi
- Cefalee
- Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare
- Nevralgie
- Stanchezza cronica
- Disordini ginecologici, digestivi e intestinali
- Dolori articolari e muscolari post traumatici
- Otiti e sinusiti
- Alterazioni dell’equilibrio
Come funziona la prima visita osteopatica?
La prima visita osteopatica comprende la raccolta anamnestica da parte dell’operatore per poter identificare l’origine del sintomo doloroso, eseguire una corretta diagnosi differenziale, e, in assenza di dolore, capire su quali strutture agire per prevenire possibili disturbi futuri. Quindi, l’osteopata raccoglie dati sull’anamnesi patologica prossima, patologica remota e fisiologica. Successivamente, si procede con Test Neurologici, Ortopedici e Osteopatici, esame obiettivo posturale e trattamento.
Diverse tipologie di approccio osteopatico:
L’Osteopata si avvale di diverse tecniche, modelli e approcci per creare un piano terapeutico studiato ad hoc per la singola persona. Ogni paziente richiederà un differente approccio che terrà conto di diversi fattori come età, sesso, occupazione, tipologia e causa del dolore, anamnesi remota e fisiologica. Sarà dunque l’osteopata a scegliere quale approccio applicare a seconda del caso clinico.
Approccio Strutturale:
si utilizzano prevalentemente tecniche di inibizione muscolare, tecniche articolatorie e manipolative per ripristinare la fisiologica biomeccanica, migliorare la mobilità e ridurre il dolore.
Approccio Fasciale:
si tratta di tecniche indirizzate maggiormente ai tessuti molli, con lo scopo di riequilibrare il corretto funzionamento di tutto il corpo. Il sistema fasciale interconnette tutte le strutture anatomiche corporee ed è fondamentale una profonda conoscenza dell’anatomia umana per applicare con razionalità queste tecniche.
Approccio Cranio-sacrale:
tecniche che agiscono sulla struttura cranica, sacrale e sul liquido cefalorachidiano che circonda il sistema nervoso centrale. Il sistema cranio-sacrale è ritmicamente in movimento tutti i giorni della nostra vita influenzando tutte le funzioni corporee in quanto racchiude il cordone spinale e cerebrale e le ghiandole pineale e pituitaria, esercitando dunque un effetto regolatorio sulla funzionalità del sistema endocrino e sugli ormoni che esso produce. Questo trattamento è particolarmente indicato nel trattamento dei neonati e di alcuni tipi di cefalee.
Approccio Viscerale:
l’osteopata utilizza tecniche viscerali per porre rimedio a diversi disturbi viscerali che possono alterare la funzionalità delle strutture muscolo-scheletriche correlate. Da un punto di vista anatomico esistono infatti forti legami con la struttura muscolo-scheletrica e il sistema viscerale. Il trattamento osteopatico mira al ripristino di un corretto movimento dei visceri e delle strutture connesse ad essi, quindi a promuovere il loro fisiologico funzionamento.
Cosa tratta il Fisioterapista?
La fisioterapia rappresenta il punto di riferimento per la salute del movimento in ogni fase della vita, offrendo un supporto essenziale che va dalla prevenzione alla riabilitazione complessa.
Si tratta un percorso che fonde la terapia manuale all’esercizio terapeutico per trattare le cause profonde del problema, siano esse ortopediche, neurologiche o traumatiche. Il fisioterapista non si limita a “spegnere” il dolore del momento, ma indaga l’origine del disturbo attraverso una valutazione funzionale accurata, disegnando un progetto su misura per ogni paziente. L’obiettivo ultimo è restituire l’autonomia persa, guidando la persona verso un recupero stabile che le permetta di tornare alle proprie passioni e alla quotidianità in piena libertà.
Il fisioterapista è il professionista sanitario di riferimento per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle funzionalità motorie. Il suo intervento si rivolge a un’utenza estremamente vasta: accompagna lo sviluppo del bambino, supporta lo sportivo, assiste l’adulto e lavora per il mantenimento dell’autonomia nell’anziano.
Le aree di intervento non si limitano ai dolori muscolo-scheletrici, ma spaziano dalla riabilitazione ortopedica e traumatologica fino alla neurologia, cardiologia, pneumologia e reumatologia.
Gli strumenti terapeutici
A differenza di altri approcci, la fisioterapia combina due grandi pilastri per garantire un recupero completo:
- Terapia Manuale:mobilizzazioni articolari, manipolazioni e trattamento dei tessuti molli per ridurre il dolore e recuperare il movimento.
- Esercizio Terapeutico:programmi personalizzati di rinforzo, stretching e propriocezione, fondamentali per stabilizzare i risultati nel tempo.
Quali problematiche risolve?
Il campo d’azione è molto ampio e riguarda sia la fase acuta (dolore intenso e improvviso) che quella cronica. Le condizioni affrontate più spesso includono:
- Patologie della colonna:mal di schiena (lombalgia), dolore cervicale, ernie del disco, sciatalgie e vizi posturali.
- Riabilitazione post-chirurgica:recupero dopo interventi di protesi (anca, ginocchio, spalla) o ricostruzioni legamentose (es. crociato anteriore).
- Traumatologia sportiva:distorsioni, lesioni muscolari (strappi, stiramenti), tendiniti e borsiti.
- Dolori articolari: artrosi e patologie articolari.
- Neurologia:percorsi riabilitativi per esiti di ictus, Parkinson o altre patologie neurodegenerative.
- Sindromi da sovraccarico:tunnel carpale, epicondiliti, fasciti plantari ecc…
In cosa consiste la Valutazione Funzionale?
Il percorso fisioterapico inizia sempre con una valutazione approfondita, che va oltre la semplice individuazione del sintomo. Durante il primo incontro, il fisioterapista analizza la storia clinica del paziente e visiona gli esami strumentali, ma soprattutto esegue un esame fisico accurato.
Attraverso test specifici di mobilità, forza e controllo motorio, l’obiettivo è individuare non solo la diagnosi funzionale, ma anche i fattori scatenanti del problema. Questo permette di definire obiettivi chiari e condivisi con il paziente, siano essi il ritorno allo sport o lo svolgimento delle attività quotidiane senza dolore.
Un Progetto Riabilitativo su misura
Non esiste un protocollo standard valido per tutti: ogni piano di trattamento è unico. Il fisioterapista elabora un Progetto Riabilitativo Individuale basato sulle specifiche esigenze della persona, tenendo conto dell’età, del livello di attività fisica e delle patologie concomitanti.
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