Psicoterapia Umanistico-Esistenziale
L’approccio umanistico-esistenziale enfatizza le qualità personali di ciascun soggetto e le sue possibilità di crescita psicologica, considerando la persona non come un caso, o un oggetto, o un campo di forze, o un fascio di istinti e di pulsioni, ma come un’entità a sé stante.
Nell’ambito della psicologia umanistica particolarmente rilevante è la figura di Carl Rogers, definito come il padre del “metodo non direttivo”, che evolverà successivamente nell’Approccio Centrato sulla Persona.
I fondamenti del pensiero di questo studioso e, quindi, della psicoterapia umanistico-esistenziale sono:
a) la propria esperienza costituisce la più autorevole fonte di conoscenza di sé di cui è necessario fidarsi;
b) l’uomo è portatore di una forza personale e costruttiva;
c) la vita è un processo fluido e mutevole;
d) è necessario che il terapeuta si comporti coerentemente al proprio stato d’animo e sappia accettarsi ed essere se stesso;
e) è necessario che il terapeuta sia capace di comprendere il paziente, accogliendolo incondizionatamente e facilitandolo in un’autentica comunicazione di sé.
Tali assunti hanno portato la pratica rogersiana a configurarsi come un’azione di facilitazione fondata sul rispetto della persona e sulla fiducia nelle sue responsabilità, all’interno della quale risulta fondamentale il concetto di “tendenza attualizzante”, vale a dire la tendenza innata di tutti gli organismi viventi ad espandersi, a maturare e a sviluppare il proprio potenziale individuale.
psico_umanaA partire da questi presupposti Rogers ha individuato le caratteristiche distintive che permettono ad un buon terapeuta di facilitare l’evoluzione del paziente nell’empatia, nella congruenza e nell’accettazione incondizionata:
a) l’empatia è la capacità di identificarsi con gli stati d’animo del paziente riuscendo così a comprenderne il mondo e a sentirne le sensazioni, le emozioni e i bisogni, come se il terapeuta le provasse in prima persona, ma restando, tuttavia, una persona distinta ed autonoma e pertanto capace di condurre il processo in atto;
b) la congruenza ha il significato di autenticità, spontaneità, trasparenza, genuinità, realtà, sincerità, che il terapeuta mette in atto prendendo coscienza di sé ed agendo in base a come si sente, non assumendo ruoli predefiniti, non recitando e non negando la propria personalità, ma esprimendola liberamente;
c) l’accettazione incondizionata è la disposizione che permette al terapeuta di rispettare ed apprezzare il paziente nella sua interezza, astenendosi da ogni valutazione e da ogni giudizio inerente i contenuti e le problematiche da questi espresse.
La pratica di tali disposizioni, associata all’utilizzo di conoscenze teoriche e competenze terapeutiche specifiche, permettono al professionista di imparare ad immergersi nel mondo percettivo e simbolico del paziente ed a considerare l’esperienza personale di quest’ultimo come il criterio organizzativo del processo di cambiamento in atto.
